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Nati intorno al 1998 gli olandesi Winter Of Sin fanno il loro ritorno
sulle scene musicali con il loro secondo lavoro in studio dal titolo “Razernij”,
rilasciato ancora una volta per l’austriaca CCP: la band, fautrice di un
death/black metal melodico, punta molto sulle atmosfere per sopperire ad
una carenza di originalità che affligge ormai da anni l’intero
movimento.
Un
artwork per nulla entusiasmante ci introduce all’ascolto delle dieci
tracce che compongono l’album caratterizzato prevalentemente
dall’alternanza di accelerazioni improvvise e sezioni rallentate in cui
è la melodia a prendere il sopravvento nonostante poco incisivo appaia
il lavoro svolto tastiere alle quali sono sicuramente da preferire le
chitarre e lo screaming sofferente di Gheest: il risultato finale, come
detto, è un black metal di matrice nord europea leggermente venato di
death/thrash ben suonato ma abbastanza scontato.
Da
una band che vanta tredici progetti paralleli - Adendum Demise, Katafalk,
Cantara, As It Burns, Riders Of The Apocalypse, Hymje, Rotting
Neighbours, Gheestenland, Dethrimentum, Krocht, Windsmear, The Chosen
and Atra Silva - ci si aspettava maggiore esperienza e, soprattutto,
creatività!
Niente di particolarmente eccitante, insomma, un album come tanti altri
realizzato da una band come tante altre: senza infamia né lode.
Best Tracks: “Door Pijn Verscheurd”, “Dark Clouds gather North” e “Spervuur”. |
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