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Poche notizie circolano in rete sui
Theudho, band belga nata dalla necessità sentita dal fondatore Jurgen di
immortalare in testi e musica le immagini e le impressioni scoraggianti
scaturite in lui dalla consapevolezza della ormai inevitabile scomparsa
di paesaggi naturali selvaggi e terre incontaminate in Europa con la
naturale conseguenza che la musica dei Theudho traesse ispirazione da
miti e leggende di queste stesse terre.
I pagan-blackster belgi, con alle
spalle tre demo e due album che evidentemente hanno colpito nel cuore
degli addetti ai lavori, da qualche mese hanno rilasciato il loro terzo
album in studio addirittura per la tedesca Det Germanske Folket.
“Cult Of Wuotan”, questo il titolo del
platter che segna il ritorno del combo belga sul mercato discografico
dopo un’intensa attività live, si compone di undici tracce attraverso le
quali viene reso omaggio al culto dello spirito di Wuotan (nella
tradizione germanica, Odino) seguendo la storia e mescolando con grande
maestria duro metallo, epiche melodie ed orchestrazioni di stampo
wagneriano.
Il risultato è un album affascinante
sotto diversi aspetti: il cantato black sporco e malvagio cui si
sovrappongono eteree clean vocals femminili che sembrano far lievitare
dall’inferno al paradiso, le tastiere che infondono quella solennità e
sacralità tipiche della cultura nord europea, le chitarre ariose di
matrice indiscutibilmente heavy che all’interno di questo cupo ed epico
contesto assumono un fascino particolare accompagnate, perdipiù, da una
sezione ritmica incessantemente incalzante.
“Cult Of Wuotan” si presenta, nel
complesso, come un lavoro fortemente evocativo, curato in ogni
dettaglio, che presenta una band in grande forma ma dalle potenzialità
ancora migliorabili, magari eliminando qualche inserto tasti eristico
riempitivo.
Per il resto, consigliatissimo agli
amanti delle sonorità e tematiche pagane. |