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Il
sestetto trentino dei Rising Kingdom, dopo aver calcato per almeno due
anni alcuni palchi del nord Italia, tornano in studio per dare alle
stampe questa seconda demo di tre brani dal titolo "Curse of mind".
L'opener "Just your price", mostra un sound già piuttosto maturo ma
ancora un po' carente in fatto di personalità, che attinge da band quali
Labyrinth, Rhapsody (privati delle sovrastrutture operistico-sinfoniche)
ed Elegy, abbinata ad una spiccata componente classic con rimandi anche
ai primissimi Fates Warning.
La
successiva "Drowning in the bravery" che guarda nel riff introduttivo ai
primi Raintime (con cui, tra l'altro, hanno diviso il palco) e
rispolvera un suono prepotentemente classic metal nella strofa e nel
refrain, maideniani fino all' osso, con il singer sempre più a suo agio,
alle prese con un registro possente in stile Dickinson.
Buono il solo di synth, mentre da migliorare quanto a pulizia e
inventiva quello di chitarra; ad ogni modo il brano è davvero ottimo e
sprigiona un gran feeling.
Un
tappeto di synth introduce la conclusiva "Curse of mind" con un riff
introduttivo in stile Highlord e una strofa granitica con un cantato
sempre più convincente che passa con disinvoltura dal registro (e un
senso melodico) dickinsoniano ad acuti in stile Arch/Alder.
Le
partiture di batteria sono più power-oriented, con tappeti e bordate di
doppia cassa abbinati a cori in stile Gamma Ray a cui avrei preferito
però un approccio più maideniano; peccato soprattutto, anche questa
volta, per i guitar-solos, su cui ritengo ci sia ancora molto da
lavorare, mentre ottimo l'arrangiamento di basso-batteria a sostegno del
refrain, posto a chiusura del brano.
In
conclusione, limando qua e là qualche imperfezione, la band potrebbe, di
qui a poco, approdare ad un lavoro ben più corposo; nel frattempo
consiglio a tutti gli appassionati di dare un ascolto e magari
acquistare questo lavoro, che mostra una band che in futuro saprà far
parlare molto di sé! |