ARTISTA: MALNATT
TITOLO: LA VOCE DEI MORTI
ANNO: 2008 ETICHETTA: CCP RECORDS/ANDROMEDA
RECENSIONE DEL: 05/06/2008 RECENSORE: VikingBlood

I bolognesi Malnatt sembrano non trovare pace e anche l’inizio del 2007 è caratterizzato dall'ennesimo cambio di line-up: cambia il tastierista e aggiunta di una chitarra, entrambi provenienti dal fan club dei Malnatt, “La Gioventù Malnetta”.

Come già evidenziato nella recensione del precedente “Happy Days”, sempre minor spazio viene concesso alle parti folk e all’uso, un tempo massiccio, di archi e pianoforte con prevalente tendenza alla estremizzazione del suono.

“Il frutto di un anno di ricerca musicale è l'album "LA VOCE DEI MORTI" che deve il suo nome al fatto che tutti i testi sono stati scritti da grandi poeti morti. Questa scelta cela una dichiarazione filosofica molto forte: non è rimasto nulla da dire poiché è già stato detto tutto, e non ci rimane che individuare chi l'ha detto meglio e provare a ripeterlo in modo differente”.

Così presentano il loro quarto album i Malnatt, guidati dal sempre geniale Pòrz, il cui sound si propone come un mix di influenze a cavallo tra nomi noti del balck metal internazionale – Negura Bunget, Taake, Enslaved, Darkthrone – e il grande maestro Ennio Morricone ispiratore del gusto da "colonna sonora" che pervade l'arrangiamento di ogni singola canzone.

Dopo l'esaltante “Happy Days” non sarebbe stato facile per nessuno riconfermarsi ad alti livelli ma il combo emiliano non ha tradito le aspettative dando voce a grandi nomi del passato, da Ungaretti a D’Annunzio, da Quasimodo a Palazzeschi, da Pascoli a Praga passando per Pinchetti con una nota di internazionalismo targato Emily Dickinson, per dar vita ad otto tracce di black metal classico ed oscuro che non perde, comunque, la sua tradizionale vena dissacrante: i testi, tutti in lingua madre ad eccezione di “I Felt A Funeral”,ben si incastrano tra le gelide atmosfere black disegnate da riffs taglienti, tastiere incisive, drumming forsennato e puntuale oltre ad uno screaming immancabilmente padrone della scena.

L’album si chiude con “La Voce Dei Morti”, title-track strumentale in cui voci registrate al contrario, provenienti presumibilmente dall’al di là (avete visto il film “White Noise”?!), irrompono dal silenzio.

Ennesimo ottimo lavoro di Porz e compagni ad ulteriore riprova che anche l’Italia può sfornare solidi esempi di Black Metal.

Per risollevare il sistema scolastico italiano dallo sfacelo generale in cui versa ormai da anni, suggerirei al Ministro della Pubblica Istruzione di introdurre lo studio di questo album nel programma di Letteratura Italiana delle scuola medie superiori!!!


01. FANTASIMI (testo di Giulio Pinchetti)
02. I FELT A FUNERAL (testo di Emily Dickinson)
03. NOVEMBRE (testo di Giovanni Pascoli)
04. PENOMBRE (testo di Emilio Praga)
05. CHI SONO? (testo di Aldo Palazzeschi)
06. SONO UNA CREATURA (testo di Giuseppe Ungaretti)
07. E COME POTEVAMO NOI CANTARE (testo di Salvatore Quasimodo)
08. PIANGI TU CHE HAI... (testo di Gabriele D'Annunzio)
09. LA VOCE DEI MORTI (INSTRUMENTAL)


Porz: voce
Lerz: chitarra Canaja: batteria Mat: basso
Pastroz: chitarra
LavaNaigra: tastiera
 
90/100 BLACK METAL  
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