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Si
torna a parlare di NY hardcore con i berlinesi Make It Count che ci
scaraventano in pieno volto questo assalto sonoro di 10 tracce in bilico
tra tradizione, Sick Of It All su tutti, e sonorità più moderne e
violente, vicine a tratti ai devastanti e italianissimi compagni di
etichetta To Kill, ma con una minore componente metal!
Com'è facile intuire fin dall'intro, il combo si è affidato ad una
produzione impeccabile, che enfatizza e completa un sound sì devastante,
ma mai caotico.
Un
utilizzo mai invadente del palm muting, fa si che M.I.C. siano in grado
di innalzare muri di suono impenetrabili come quelli che si ha modo di
ascoltare in "On steap ahead", oscura e con evidenti influenze moshcore,
o nella esaltante "We don't give a fuck".
"What it means" è una veloce cavalcata hardcore con un refrain efficace,
mentre "Right here", introdotta dal basso corposo e punk, è una canzone
troppo poco ispirata per lasciare il segno, ma che scorre via in fretta
con i su due minuti di durata, seguita a ruota da un' incalzante "Whatevere
it takes", introdotta dal basso che rimane in bell' evidenza per tutta
la durata del brano, su ritmiche furiose di batteria che scandiscono le
partiture di puro HC con azzeccatissimi cambi di tempo!
"Everyday life" è il brano di chiusura, una veloce cavalcata con
chitarra e batteria più nervose che mai e voce urlatissima, contornata
da classici cori hardcore e un senso melodico che non può lasciare
indifferenti!
Un
album che si fa ascoltare con grande piacere e che presenta davvero
pochi cali d'ispirazione, insomma i M.I.C. pur tenendosi saldamente
ancorati alla tradizione propongono della musica ottimamente composta,
dal grande impatto anche in sede live! |