ARTISTA: LUNATIC ASYLUM
TITOLO: LUNATIC ASYLUM
ANNO: 2008 ETICHETTA: AUTOPRODOTTO
RECENSIONE DEL: 27/06/08 RECENSORE: Atlos  

I Lunatic Asylum propongono un heavy metal che fin dal brano di apertura “Breathless” si mostra piuttosto personale, mettendo in luce l’ ampio background dei musicisti coinvolti, il quale è forte di uno studio tutt'altro che approssimativo del techno-death metal e del prog metal meno intricato.

Il riffing di Brugnara/Rendina si rivela estremamente fluido nella sua corposità, mentre voce e musica si fondono praticamente alla perfezione all’interno di questo pregevole traccia.

La successiva “Lunatic asylum” si apre come semi-ballad in salsa heavy/prog con una struttura armonica che attinge in parte dal jazz, per poi sfociare in partiture musicali ben più minacciose e aggressive, evidenziando anche un forte retrogusto avant-garde black.

In questo caso nonostante l’ottima prova di Mario Scalia al microfono, il suo approccio vocale (alla Rob Tyrant per intenderci) mi è parso, in questo contesto, eccessivamente pulito rispetto alle linee chitarristiche, piuttosto tetre e a cui gioverebbe probabilmente un’ impostazione più calda e ruvida.

Stesso discorso dicasi per il terzo brano “My walls”, introdotto da stacchi imponenti seguiti da un riff sinistro di matrice Arcturus, nel quale si ha modo di ascoltare anche l’ottimo lavoro della sezione ritmica, messo in evidenza da una produzione più che adeguata. Ad ogni modo, nel breve break acustico che divide in due il brano, il singer ha modo di esprimersi in modo convincente. Eccellente la chiusura del brano, affidata ad un riff in stile neoclassico che ricorda lo stile dei connazionali Fury N Grace.

Il tema viene modificato in parte e arpeggiato su chitarra acustica, introducendo così la successiva “Red dragon”, meno aggressiva delle precedenti e più prog, con ottime variazioni ritmiche infatti: il 4/4 dell’arpeggio lascia il posto a un efficace cambio in 12/8, poi a un 5/8 protratto a lungo, attraverso molteplici variazioni, poi ancora 4/4 con un bel guitar solo di matrice neoclassica e quindi un 7/8 ripreso anche nelle battute finali un po’ prolisse, attraverso ottimi cambi di accento nella batteria e nella voce; davvero niente male!

Il lavoro si conclude con un breve outro acustico folkeggiante, “Clouds”, ben condotto dalle chitarre acustiche, degna chiusura di un lavoro che lascia ben sperare per il futuro di questa nuova band italiana.


01. Breathless
02. Lunatic Asylum
03. My Walls
04. Red Dragon
05. Clouds


Mario Scalia - voce
Andrea Rendina - chitarra, tastiere
Cristian Brugnara - chitarre
Gianluca Tissino - basso
Cristian Marino – batteria
75/100 HEAVY METAL/PROGRESSIVE
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