ARTISTA: KREATOR
TITOLO: RENEWAL
ANNO: 1992 ETICHETTA: NOISE RECORDS
RECENSIONE DEL: 10/07/08 RECENSORE: Gianca  

E’ un po' una maledizione che colpisce tutte le band dopo il 1990 quella di cambiare inspiegabilmente genere e cercare di dedicarsi allo sperimentalismo e a nove forme di espressione, in alcuni casi usciti bene ma in molti casi come questo Renewal dei Kreator che non ha molto da dire.

Il gruppo ricordiamo aveva trovato la sua dimensione nel thrash con la perfezione di Estreme aggression prima, e Coma of souls dopo, e tutto solo in due anni, mentre adesso ci mette lo stesso lasso di tempo per realizzare questo album.

Il thrash viene completamente messo da parte e come inizia il riff lento e depresso di mille e la batteria lenta di Ventor, capiamo di essere di fronte un album heavy doom, e molto altro non ben definito, il tutto condito con delle interpretazioni malinconiche di Mille e in alcuni casi di Ventor che tenta di tornare alla voce, proprio perché le parti di batteria sono molto semplici.

I primi due pezzi potrebbero anche andare e sebbene una struttura molto semplice si fanno ascoltare anche se al tempo di sicuro sconvolsero i fan di vecchia data che si aspettavano un nuovo lavoro di innata violenza mentre si trovano di fronte la teatralità di Winter martyrium e Renewal poi, che probabilmente è anche la miglior traccia dell’album, e l’unica che verrà poi salvata e riproposta in versione thrash anche negli show a venire.

Per il resto abbiamo di fronte un gruppo irriconoscibile se non nella voce del cantante, i riff sono infatti spenti, anche se qualcuno cattura l’attenzione per la sua semplicità non riesce in nessun caso a creare un buon pezzo; per non parlare degli assoli, ridimensionati in striduli passaggi che quasi mai superano i quindici secondi di durata, e qui ci chiediamo dove sono finiti i caotic solos di Pleasure to kill e quelli melodiosi di Coma of souls; e per finire Ventor fa un bruttissimo lavoro di batteria, proprio perché vorrebbe accelerare in alcuni casi ma i riff non sono fatti per andare in velocità, e anche la registrazione non riesce a dare un ruolo a questa batteria che si sente troppo e quasi segue un tempo tutto proprio.

Oltre i primi due pezzi, anche ascoltando più e più volte i pezzi poco rimane impresso e l’album quindi rimane molto anonimo e dimenticato quasi un buco nero nella carriera del gruppo tedesco che forse aveva trovato troppo successo nel mondo per restare a riflettere su qualcosa di buono in studio.

Non si tratta di musicisti persi, poiché dopo al contrario di molti colleghi si riprenderanno, ma si tratta di persone che vogliono semplicemente affondare in un campo che non gli compete, commettendo un errore da non dimenticare.


01. Winter martyrium
02. Renewal
03. Reflection
04. Brianseed
05. Karmic wheel
06. Realitatskontrolle
07. Zero to none
08. Europe after the rain
09. Depression unrest


Mille Petrozza - Vocals/Guitar
Frank "Blackfire" Gosdzik - Guitar
Rob Fioretti - Bass
Jurgen "Ventor" Reil - Drums
40/100 DOOM METAL
eXTReMe Tracker