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Tre
anni dopo il successo dell’album “Dopoguerra” torna una delle formazioni
italiane più interessanti del panorama indipendente mondiale: i Klimt
1918, fautori di una intrigante miscela di indie/post rock e new wave,
si presentano con il terzo lavoro in studio dal suggestivo titolo “Just
In Case We'll Never Meet Again (Soundtrack For The Cassette Generation)”
composto da 11 brani fortemente caratterizzati da una malinconia di
fondo che permette di accostare la band nostrana a grossi nomi
internazionali quali My Bloody Valentine, Anathema, Interpol e Katatonia.
Se
“Dopoguerra” raccontava le speranze del post ventennio fascista, “Just
In Case We’ll Never Meet Again” è impregnato di nostalgia per la
spensieratezza e la fragilità che caratterizzano il periodo
adolescenziale: cinquanta minuti durante i quali il combo romano alterna
atmosfere dark a momenti rock propriamente anni ’80 passando per
ipnotiche ed espressive sezioni vocali che conferiscono quel tocco di
magia in più alle composizioni.
Un
album ben composto, ben realizzato e ben interpretato da una band che si
conferma una delle formazioni emotivamente più coinvolgenti della scena
indie internazionale (non a caso i Klimt 1918 sono prodotti da una label,
la Prophecy Production, sempre attenta a scovare musicisti talentuosi):
se dovessi scegliere un brano in particolare, punterei il dito su Atget
per immergermi nella dolce vita romana degli anni ’60. |