ARTISTA: JUDAS PRIEST
TITOLO: SIN AFTER SIN
ANNO: 1977 ETICHETTA: COLUMBIA/SONY
RECENSIONE DEL: 27/06/08 RECENSORE: Gianca  

All'epoca non si aspettava tanto tempo tra un buon lavoro e l’altro e i Judas Priest nonostante il soddisfacente Sad Wings of destiny, in un anno ci sfornano un altro lavoro Sin after Sin.

Non fu un impresa semplice quella di uscire dal precedente lavoro, e la critica adesso si aspettava il massimo da loro, probabilmente per questo questo album verrà dimenticato e a torto, perché sebbene non raggiunga le alte vette di Sad wings of destiny, conferma un ottimo gruppo e inizia a tracciare la strada all’ heavy metal.

Il concept come al solito è confuso e non diretto, molti fanno risalire sia questo che il precedente album con una crisi spirituale del cantante Halford altri vedono le liriche impegnate in opposizione alle critiche che avevano stroncato la loro prima uscita Rocka rolla.

Al di la delle interpretazioni Sin after sin è più potente del precedente e presenta pezzi ancora proposti nei live.

Sinner è l’inizio del lavoro che cambia il volto del gruppo, definendo nettamente l’orientamento alla musica dura del tempo, un pezzo che sembrerebbe molto diretto e invece ha una valenza anche a livello artistico con i buoni assoli e le varie parti ritmiche. Buoni anche i più movimentati Starbreaker e Call for the priest che però seguono un andamento più hard rock che nella precedente.

Sono molti invece i pezzi riflessivi e lenti, a partire dalla cover Diamonds and rust che per molti rimane la miglior interpretazione del pezzo, segue una classica ballata Last rose of summer; mentre ha del geniale Here come the tears, con la sua struttura irregolare e la sua malinconia danno un tono davvero depressivo al gruppo, che sembra seguire la parte centrale di Victim of changes. Una buona chiusura con Dissident aggressor che è il pezzo più veloce e tagliente dell’album.

Il lavoro non è perfetto come il precedente ma comunque presenta pezzi molto diretti e altri impegnati sia musicalmente che liricamente, un album che va ricordato nella scalata di un gruppo che avrebbe dato ancora tantissimo alla musica.


01. Sinner
02. Diamonds and rust
03. Starbreaker
04. Last rose of summer
05. Les us prey/Call for the priest
06. Raw deal
07. Here comes the tears
08. Dissident aggressor


Rob Halford – Voce
Glenn Tipton – Chitarra
K.K. Downing – Chitarra
Ian Hill - Basso
Simon Phillips - Batteria
70/100 HEAVY METAL
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