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Il primo impatto con questo lavoro dei
Jet Jaguar mi ha ricordato il gruppo francese dei Rockets (periodo
Galaxy/On the road again), suoni elettronici e/o campionati, vocoder,
atmosfere spaziali e futuristiche, sono il fulcro di questo nuovo lavoro
del gruppo messicano.
I Jet Jaguar nascono ufficialmente nel
2001, ma la loro musica si rifà senza mezzi termini a quel filone anni
settanta definibile come "electronic space rock", abilmente
reinterpretato dal terzetto messicano, che grazie anche all'utilizzo di
strumenti d'epoca, come il vocoder, il synth analogico o l'utilizzo di
tecniche musicali come lo "pitch shifter", ci fa fare un tuffo nel
passato.
Oltre ai succitati strumenti troviamo
anche l'uso molto intelligente del sax.
Le sonorità del gruppo, oltre che ai
Rockets (solo per quanto riguarda la parte elettronica e non la
struttura dei brani), ci riporta alla mente anche gruppi come i
Kraftwerk e con le dovute differenza qualcosa legato alla psichedelia e
alle visioni di gruppi come Hawkwind o Ozric Tentacles.
Potremmo parlare riguardo a "Space
anthem" (questo è il titolo del lavoro) di un concept album, infatti gli
argomenti preferiti dal gruppo che vengono riportati in musica sono:
science-fiction, esplorazioni interstellari, robotica, realtà virtuale,
androidi e molto altro. Quindi un viaggio in un universo
fantascientifico.
Il lavoro è composto di quattordici
brani, per una durata di settantasei minuti circa, ma nonostante la sua
lunghezza si lascia ascoltare piacevolmente scivolando via senza
difficoltà fino alla fine regalandoci ottimi momenti musicali come nelle
due cover, splendidamente reinterpretate dal gruppo: "Set the controls
for the heart of the sun" dei Pink Floyd e "Archangel's
thunderbird" degli Amon Düül II. Brani registrati dal vivo durante il
loro ultimo tour negli U.S.A.
In conclusione mi sento di consigliare
il lavoro a tutti, con particolare riguardo a quanti alla fine degli
anni settanta hanno già "viaggiato" con le atmosfere allucinanti e
psichedeliche dello space rock dell'epoca.
Per chi si avvicina per la prima volta
a questo genere consiglierei un ascolto preventivo (se possibile) in
quanto se non proprio avvezzi alle sonorità elettroniche sarà un ascolto
molto difficile e particolare, almeno finché non si entra nel meccanismo
sonoro e ci si lascia trasportare.
Altro colpo riuscito per la sempre più
stupefacente Black Widow.
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