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Il nome del gruppo (Il Bacio della
Medusa) e del lavoro (Discesa agl'inferi d'un giovane amante) ci
riportano immediatamente alla mente gli anni d'oro del progressive
italiano.
Gli anni settanta, quando a farci
"vibrare" erano le sonorità immortali di gruppi come "Il Castello di
Atlante" con brani come "L'ippogrifo" o "Il pozzo", oppure "Il Rovescio
della Medaglia" con i brani "La creazione" o "Alzo un muro elettrico".
Cito solo due gruppi e solo due brani per gruppo, altrimenti l'elenco
sarebbe di dimensioni bibliche e porterebbe via diverse ore per la
stesura. Ciò serve solo per darvi un indirizzamento su cosa ci
troveremo di fronte ascoltando il secondo lavoro della band perugina.
Pur affondando le radici negli anni
settanta il gruppo ha origini "moderne", infatti si forma nel settembre
del 2002 per opera di Diego Petrini, Federico Caprai e Simone Cecchini
che mettono in piedi un laboratorio artistico musicale atto a riscoprire
il rock progressive anni '70.
Al gruppo si aggiungono nel corso
degli anni e si alternano diversi musicisti fino al 2004 quando il
gruppo decide che sia giunta l'ora di pubblicare il materiale finora
scritto.
Quindi nell'aprile del 2004 entrano in
studio di registrazione per dare alla luce il loro primo lavoro omonimo.
Nel gennaio del 2005 si unisce al gruppo Daniele Rinchi e qualche mese
dopo arriva la collaborazione con la Black Widow che oltre a distribuire
ufficialmente il loro primo lavoro, produrrà il qui presente concept
"Discesa agl'inferi d'un giovane amante".
Lavoro che ripercorre i momenti
salienti del progressive anni settanta italiano e non, grande melodia,
voce narrante o da "moderno menestrello", flauto stile "Quella
vecchia locanda",
organo omnipresente ma mai invadente e le atmosfere delicate e sognanti
che hanno fatto grande il prog italiano.
Il gruppo ci prenderà per mano e ci guiderà (più o meno
come Virgilio fa con Dante nelle cantiche dell'Inferno e del Purgatorio
della Divina Commedia) in questo viaggio tra la scoperta della morte
"Preludio: il trapasso", le confessioni d'amore "Confessione d'un
amante..." e la scoperta dei propri sentimenti, i più tristi e dolorosi
come in "Nostalgia pentimento e rabbia...".
Storia d'amore, di morte, di dolore che per certi versi
va a percorrere sentieri religiosi come nei brani "Recitativo: E' nel
buio che risplendono le stelle..." dove viene citato l'orto dei
Getsemani e gli ulivi, e il brano "Ricordi del supplizio..." che lo
segue e che potrebbe ricordarci il supplizio subito da Gesù Cristo dopo
il tradimento di Giuda avvenuto proprio nei Getsemani.
Splendida la voce di Simone Cecchini, vero e proprio
"traghettatore" in questo viaggio, non da meno il resto del gruppo che
fa si che questo viaggio sia il più "confortevole" possibile.
Che dire, ci troviamo di fronte ad un lavoro nella
migliore tradizione progressive italiana, lavoro degno dei capolavori
storici di gruppi come Museo Rosenbach, Balletto di Bronzo o Osanna.
Lavoro con il quale i "Il bacio della Medusa" entrano di tutto diritto
nell'olimpo dei grandi.
Consigliato, da avere assolutamente, magari nella versione in vinile. |