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I Gun Barrel si formano in Germania
nel 1998 e questo "Outlaw invasion" è il loro sesto lavoro.
Se si dovesse cercare l'album
perfetto, potremmo parlare di questo "Outlaw invasion" come l'album di
paragone, un potente heavy metal/rock, songs accattivanti, ottimi riff
ma...
Si c'è un ma, anzi diversi ma, il
primo l'originalità, il suono dei Gun Barrel si rifà a gruppi storici
del passato, Motorhead in primis (l'omaggio al gruppo è fin troppo
evidente, per curiosità guardate le foto del gruppo sul sito dei Gun
Barrel), ma anche Rose Tattoo e Thin Lizzy.
E questo omaggio è fin troppo forte,
sopratutto nell'impostazione vocale di Xaver Drexler, che a volte
ricorda Lemmy o Bon Scott.
In secondo luogo manca o mancano dei
brani da considerare dei veri e propri "hits", tranne "Turn to black",
tutti i brani sono piuttosto anonimi, belli da sentire e "canticchiaire"
durante l'ascolto, ma una volta terminati si fa fatica a ricordarseli.
Mi spiego meglio, prendendo come
paragone il gruppo preferito dei Gun Barrel, i Motorhead, prendete un
brano come "Ace of spades", resta dentro anche una volta terminato, ha
quel qualcosa di più che lo fa un "hit", i brani dei Gun Barrel sono
carenti di quel più.
Peccato, perché il gruppo è più che
preparato, sono tutti ottimi musicisti, forse dovrebbero scrollarsi di
dosso i fantasmi di Lemmy e soci e cercare una via compositiva più
originale.
Album consigliato ai fans del heavy
rock, dopo un ascolto preventivo. |