ARTISTA: GOAD
TITOLO: IN THE HOUSE OF THE DARK SHINING DREAMS
ANNO: 2007 ETICHETTA: BLACK WIDOW
RECENSIONE DEL: 30/05/2008 RECENSORE: Fimbulvetr  

I Goad sono una creatura del polistrumentista Mauilio Rossi, artista a 360°, oltre che musicista e cantante e anche scultore e architetto.

Gruppo fiorentino attivo dagli anni settanta vanta numerose produzioni, di cui diverse autoprodotte, forte è l'interesse del gruppo per la letteratura gotica dell'ottocento-primi novecento.

Questo interesse a portato alla creazione di capolavori assoluti del genere progressive come "Tribute to Edgar Allan Poe" del 1994, "The wood" del 2006 dedicato alle liriche di H.P. Lovecraft e l'opera "Raomen (Spoon River 'Anthology' songs)" basato sulle poesie di Edgar Lee Master.

Altre passioni del gruppo sono quella del teatro e delle colonne sonore, infatti il tributo a E.A.Poe fu portato sotto forma di spettacolo teatrale con mimi e danzatori o "Il Minosse" del 1999, opera teatrale in atto unico. Mentre come colonna sonora possiamo ricordare "La scacchiera" del 1999 per l'omonimo cortometraggio di Massimiliano Mauceri.

Il lavoro che invece andiamo qui a recensire "In the house of the dark shining dreams" esce per l'etichetta Black Widow, la quale nel suo catalogo propone diverse opere dei Goad.

Fin dal titolo si capisce cosa ci troveremmo davanti durante l'ascolto di questo lavoro, atmosfere cupe e malinconiche, che ci riportano alla mente gruppi progressive storici del passato come Genesis (primi anni settanta) o King Crimson.

Inquietante la voce di Maurilio Rossi, in grado di creare momenti quasi orrorifici perfettamente incorniciati dall'organo e dal suono delle chitarre distorte, laceranti, quasi strazianti.

Un inquietante suono di violino e un ghigno maligno (da una libera riedizione del Canon in D di Pachelbel) aprono questo nuovo lavoro dei Goad, atmosfere cupe che si fanno ancora più marcate con la successiva "Yet another battlefield" dove l'organo traccia il percorso al'incedere quasi sofferente del suono, sonorità che sembrano provenire dagli inferi.

Atmosfere quasi gotiche che trovano il loro terreno ideale in "Clapper's beatin' fast", dove l'angoscia del cantato viene accompagnato da chitarre distorte e dall'onnipresente organo.

Il viaggio tra angosce e paure continua di brano in brano fino ad arrivare a momenti più "friendly" come in "As nothing had changed", brano di più facile presa, sostenuto da una "mostruosa" sezione ritmica. Sonorità più "aperte" che continuano in "Dark virgin 2", caratterizzato da un lancinante suono di chitarra.

L'organo torna a farla da padrone in "Steep path", brano che prosegue il discorso "friendly" dei due brani precedenti, anche se la voce di Maurilio torna maligna, diabolica, inquietante, capace di mettere i brividi addosso.

Grande apertura per il brano "Springy" dove batteria, chitarra, organo sono impegnati a creare un atmosfera unica, brano stupendo, grande atmosfera e una sezione ritmica degna dei migliori Genesis, sono capaci di trasmettere sensazioni uniche. Sensazioni arricchite dalla voce di Maurilio, qui perfettamente a suo agio nel ruolo di "menestrello maligno". Impostazione vocale che per certi versi mi ha ricordato il Peter Gabriel di "Foxtrot".

La conclusiva "Genius of Europe", che si apre con la maestosa "Morte di Sigfrido" di Wagner, dall'opera "L'anello dei Nibelunghi", mette il sigillo su un lavoro che si può definire perfetto.

In "Genius of Europe" esce fuori il lato più melodico del gruppo alle prese con sonorità tra il classico e il progressive anni settanta. Una summa delle capacità del gruppo e delle sue grandi doti compositive, brano strutturalmente complicato, con diverse variazioni di tempo e d'atmosfere, giochi di voci e intrecci melodici di chitarra e sezione ritmica. Passaggi ossessivi, ma allo stesso tempo ariosi e coinvolgenti. Un gioiellino musicale.

"In the house of the dark shining dreams" viene arricchito con due omaggi a gruppi che hanno ispirato i Goad, "Killer" dei Van Der Graaf Generator e "21st Century schizoid man" dei King Crimson.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un lavoro che presenta per primo il suo lato più "enigmatico", quello più cupo, il lato meno fruibile dell'intera opera, per poi presentarci una specie di lato B (in effetti nella versione in vinile sono il lato C e D) più "amichevole", molto più accattivante e intrigante, ma restando sempre ad altissimi livelli compositivi.

Nei confronti di questa opera potremmo parlare della colonna sonora dei nostri incubi e delle nostre paure, "colonna sonora" che consiglio a tutti, sopratutto agli amanti del progressive anni settanta, primi ottanta.

Complimenti ai Goad e alla Black Widow per quest'altra perla nel loro catalogo.


01. Intro (johann pachelbel's canon in d)
02. Yet Another Battlefield
03. Clapper’s Beatin’ Fast
04. Dark Virgin
05. Olympia
06. Killer (cover van der gaaf generator)
07. As Nothing Had Changed
08. Dark Virgin 2
09. Steep Path
10. It’s Always The Same Thing
11. Springy
12. 21st Century Schizoid Man (cover king crimson)
13. Genius Of Europe (incl. Wagner Intro-Sigfried Death)


Maurilio Rossi: vocals-music-lyrics, Fender-EMG bass-organ-moog-mellotron-keyboards –
Washburn KC-40V electric guitar-Alhambra nylon guitar
Paolo Carniani: Gretch drums
Roberto Masini: Fender-Gibson guitars-violin
Francesco Diddi: Sax, flute, moog , 5 strings violin
Gianni Rossi: Gibson Les Paul guitar

SPECIAL GUESTS:
Luca Leonello Rimbotti: vocals - back vocals
Max Menichetti: Seven Strings guitar
"Bronco" G.Carlo Gaglioti: Yamaha-Gretch drums
Raffaella Tovo: female back vocals
Claudio Nardini: Ludwig drums
Marcello Masi: Roland synth-guitar
Martin Rush: back vocals
 
85/100 PROGRESSIVE/GOTHIC ROCK  
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