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I Goad sono una creatura del
polistrumentista Mauilio Rossi, artista a 360°, oltre che musicista e
cantante e anche scultore e architetto.
Gruppo fiorentino attivo dagli anni
settanta vanta numerose produzioni, di cui diverse autoprodotte, forte è
l'interesse del gruppo per la letteratura gotica dell'ottocento-primi
novecento.
Questo interesse a portato alla
creazione di capolavori assoluti del genere progressive come "Tribute to
Edgar Allan Poe" del 1994, "The wood" del 2006 dedicato alle liriche di
H.P. Lovecraft e l'opera "Raomen (Spoon River 'Anthology' songs)" basato
sulle poesie di Edgar Lee Master.
Altre passioni del gruppo sono quella
del teatro e delle colonne sonore, infatti il tributo a E.A.Poe fu
portato sotto forma di spettacolo teatrale con mimi e danzatori o "Il
Minosse" del 1999, opera teatrale in atto unico. Mentre come colonna
sonora possiamo ricordare "La scacchiera" del 1999 per l'omonimo
cortometraggio di Massimiliano Mauceri.
Il lavoro che invece andiamo qui a
recensire "In the house of the dark shining dreams" esce per l'etichetta
Black Widow, la quale nel suo catalogo propone diverse opere dei Goad.
Fin dal titolo si capisce cosa ci
troveremmo davanti durante l'ascolto di questo lavoro, atmosfere cupe e
malinconiche, che ci riportano alla mente gruppi progressive storici del
passato come Genesis (primi anni settanta) o King Crimson.
Inquietante la voce di Maurilio Rossi,
in grado di creare momenti quasi orrorifici perfettamente incorniciati
dall'organo e dal suono delle chitarre distorte, laceranti, quasi
strazianti.
Un inquietante suono di violino e un
ghigno maligno (da una libera riedizione del Canon in D di Pachelbel)
aprono questo nuovo lavoro dei Goad, atmosfere cupe che si fanno ancora
più marcate con la successiva "Yet another battlefield" dove l'organo
traccia il percorso al'incedere quasi sofferente del suono, sonorità che
sembrano provenire dagli inferi.
Atmosfere quasi gotiche che trovano il
loro terreno ideale in "Clapper's beatin' fast", dove l'angoscia del
cantato viene accompagnato da chitarre distorte e dall'onnipresente
organo.
Il viaggio tra angosce e paure
continua di brano in brano fino ad arrivare a momenti più "friendly"
come in "As nothing had changed", brano di più facile presa, sostenuto
da una "mostruosa" sezione ritmica. Sonorità più "aperte" che continuano
in "Dark virgin 2", caratterizzato da un lancinante suono di chitarra.
L'organo torna a farla da padrone in "Steep
path", brano che prosegue il discorso "friendly" dei due brani
precedenti, anche se la voce di Maurilio torna maligna, diabolica,
inquietante, capace di mettere i brividi addosso.
Grande apertura per il brano "Springy"
dove batteria, chitarra, organo sono impegnati a creare un atmosfera
unica, brano stupendo, grande atmosfera e una sezione ritmica degna dei
migliori Genesis, sono capaci di trasmettere sensazioni uniche.
Sensazioni arricchite dalla voce di Maurilio, qui perfettamente a suo
agio nel ruolo di "menestrello maligno". Impostazione vocale che per
certi versi mi ha ricordato il Peter Gabriel di "Foxtrot".
La conclusiva "Genius of Europe", che
si apre con la maestosa "Morte di Sigfrido" di Wagner, dall'opera
"L'anello dei Nibelunghi", mette il sigillo su un lavoro che si può
definire perfetto.
In "Genius of Europe" esce fuori il
lato più melodico del gruppo alle prese con sonorità tra il classico e
il progressive anni settanta. Una summa delle capacità del gruppo e
delle sue grandi doti compositive, brano strutturalmente complicato, con
diverse variazioni di tempo e d'atmosfere, giochi di voci e intrecci
melodici di chitarra e sezione ritmica. Passaggi ossessivi, ma allo
stesso tempo ariosi e coinvolgenti. Un gioiellino musicale.
"In the house of the dark shining
dreams" viene arricchito con due omaggi a gruppi che hanno ispirato i
Goad, "Killer" dei Van Der Graaf Generator e "21st Century schizoid man"
dei King Crimson.
In conclusione ci troviamo di fronte
ad un lavoro che presenta per primo il suo lato più "enigmatico", quello
più cupo, il lato meno fruibile dell'intera opera, per poi presentarci
una specie di lato B (in effetti nella versione in vinile sono il lato C
e D) più "amichevole", molto più accattivante e intrigante, ma restando
sempre ad altissimi livelli compositivi.
Nei confronti di questa opera potremmo
parlare della colonna sonora dei nostri incubi e delle nostre paure,
"colonna sonora" che consiglio a tutti, sopratutto agli amanti del
progressive anni settanta, primi ottanta.
Complimenti ai Goad e alla Black Widow
per quest'altra perla nel loro catalogo. |