ARTISTA: GAMMA RAY
TITOLO: INSANITY AND GENIUS
ANNO: 1993 ETICHETTA: NOISE RECORDS
RECENSIONE DEL: 10/07/08 RECENSORE: Gianca

A due anni da Sigh no more, album buono ma non all’altezza di tutta la precedente carriera di Kai Hansen, il gruppo torna con un album più sofferto e più elaborato, frutto di un periodo molto difficile che portò alla dipartita del batterista Kusch e il bassista Wessel, che tenteranno nuove strade.

L’album non ha un concept se non l’essenza stessa del power che Hansen ha cercato di creare in tutti questi anni, cioè una musica potente e veloce per così dire “insana”, ma con qualsiasi tipo di influenza che potrebbe venire dal jazz, dall’hard rock, dalla musica classica, sarebbe a dire geniale.

Ogni pezzo ha una dimensione a se e il gruppo prende una piega decisamente più power rispetto alle prime due uscite, tuttavia c’è un colpo di scena visto che Hansen prova molte soluzioni sperimentali, nuovi strumenti ed effetti e perciò l’album, il cui sound non verrà più ripreso, rimane unico in tutta la discografia del gruppo.

L’album inizialmente sembrerebbe molto diretto con un pezzo quale Tribute to the past che inizia prepotentemente con una grande soluzione di chitarra e lo scatenato Kusch alla batteria, per poi finire con un pezzo molto riconducibile ai Keeper degli Helloween.

Riprende molto bene il filone allegro e comico il gruppo con i pezzi centrali dell’album che sono opera anche di grande arte visto gli assoli di grande fattura e le parti vocali di Scheepers che sono davvero impeccabili, stiamo parlando della stessa Insanity and genius, di Future madhouse e la stessa Gamma ray, pezzi di questo genere che con la dipartita del cantante Ralf non rivedremo più.

Abbiamo pezzi più semplici anche come No return, che un po' ricorda la buona atmosfera di Heaven can wait del primo album, e in cui Schlachter fa un buon lavoro da solista, e ricordiamo con con questo secondo chitarrista, limitato in velocità visto che ha iniziato come bassista(e questo sarà proprio il suo futuro nei Gamma) il gruppo ha dei assoli velocissimi di Hansen e i suoi invece più lenti e quasi jazz che rendono molto vari i pezzi e danno un buon effetto.

Ma in realtà è alla fine che si cela la grande opera con i tre pezzi che vengono cantati dai tre componenti storici della band, vediamo infatti Schlachter alla voce di Your turn is over, un pezzo cattivo e più heavy del resto dell’album, poi le due piccole opere 18 years e Heal me, la prima cantata da Scheepers e la seconda cantata da Hansen dopo circa sei anni da Walls of jericho!

La prima è fantastica anche se meno complessa del pezzo di Hansen che davvero è l’apice dello sperimentalismo con parti vocali che rievocano la Bohemian rhapsody dei Queen, per il resto non aggiungo altro visto che è tutta da scoprire, se non che sono due pezzi che non hanno la classica struttura ma sono in continua evoluzione e cambiamento.

Mentre la fine non poteva che essere un inno al metal e al rock in genere, un pezzo molto semplice ma di grande effetto con cui Ralf saluta il pubblico dei Gamma Ray che avrebbe lasciato qualche mese dopo questa grandissima uscita del gruppo.


01. Tribute to the past
02. No return
03. Last before the storm
04. The cave principle
05. Future madhouse
06. Gamma ray
07. Insanity and genius
08. 18 years
09. Your turn is over
10. Heal me
11. Brothers


Ralf Scheepers: vocals
Kai Hansen: vocals & guitars
Dirk Schlächter: vocals, guitars
Jan Rubach: bass
Thomas Nack: drums
95/100 POWER METAL
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