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Il chitarrista serbo Srdjan Brankovic,
dopo i due lavori realizzati con il gruppo degli Alogia, decide che sia
ora di intraprendere una carriera solistica e molto più ricercata
rispetto a quella finora portata avanti.
Nasce cosi il progetto Expedition
Delta e coinvolge al suo interno numerosi artisti di fama
internazionale, pur restando come nucleo centrale la formazione
originaria degli Alogia. Troviamo infatti Gary Wehrkamp (Shadow Gallery,
Amaran’s Plight), Andrea de Paoli (Labyrinth), Richard Andersson (Time
Requiem), Erick Norlander (Rocket Scientist, Lana Lane), Santiago Dobles
(Aghora), Sabine Edelsbacher (Edenbridge), Joost van den Broek (After
Forever), la "crema" del progressive metal.
L'idea di Srdjan è quella di
realizzare un concept abbastanza vicino alle opere degli Ayreon, con i
giusti distinguo. Infatti "Expedition delta" è un opera molto più
"snella" e "semplice" rispetto alle monumentali creazioni di Arjen
Anthony Lucassen e per questa "snellezza" molto più fruibile ed
assimilabile anche ad un primo ascolto veloce.
L'album consta di undici tracce, tutte interpretate dalla voce di Nikola
Mijic (cantante degli Alogia), tranne tre brani dove duetta con le voci
femminili di Sabine Edelsbacher (Edenbridge) nel brano "The awakening",
Irina Kapetanovic (Irina & Storm) in "Into the halls of eternity"
e Aleksandra Jankovic in "Asunder hearts".
Il lavoro inizia con "Asunder hearts",
dove troviamo alle tastiere il francese Vivien Lalu, già noto per il
lavoro "Oniric metal", brano abbastanza vicino a qualche produzione dei
progster svedesi A.C.T., brano molto brioso e con un accattivante
ritornello. Ottimo il duetto tra Nikola e Aleksandra.
Su territori più "ardui" la successiva
"Fading images", aperta da un maestoso duetto tra la tastiera di Andrea
De Paoli e la chitarra di Brankovic, chitarra che per certi versi ci
ricorda un Satriani prima maniera.
Segue "Fading images" la mini suite "Astral
journey" un mini concept su una persona che grazie alla separazione
della sua parte spirituale dal corpo riesce ad abbandonare la sua vita
fisica. In questa mini suite gli Expedition Delta riescono a passare con
maestria e tecnica dal classico prog metal di "Self abstract" allo space
metal di "The awakening" con la splendida voce di Sabine, offrendoci
momenti melodici in "Into the halls of eternity, grandioso il duetto
vocale con Irina Kapetanovic e momenti interamente strumentali come in
"Flight with the mind".
Finora il lavoro si era mosso (più o
meno) su territori progressive metal, invece con "Move on" siamo
catapultati su territori AOR/hard rock molto in stile Toto, ma è solo
questione di un brano e tutto ritorna a profumare di progressive metal.
La successiva strumentale "Planets" ci
trasporterà, grazie alle tastiere di Erik Norlander, in un mondo
fantascientifico, un paesaggio spaziale uscito dai migliori racconti di
Bradbury, brano molto bello e di effetto.
"Not too late" si apre con le note di
una delicata chitarra acustica, grande prova vocale di Nikola in questo
brano melodico. Segue "Reach for the light", grande duello tra le dure
linee chitarristiche di Srdjan e le tastiere di Joost Van den Broek e
Rene Merkelbach.
La conclusiva "ghost track" "It needs
a happy end" è un ottimo brano a cavallo tra sonorità hard rock e
passaggi più prog metal vicini a sonorità Genesis primi tempi. Ottima
conclusione di un ottimo lavoro. Piacevole sorpresa il finale nascosto
del brano.
In conclusione "Expedition Delta" è un
ottimo progetto, supportato da grandi musicisti che mettono quel tocco
in più per rendere il lavoro perfetto. Si spera solo che Srdjan anche
nei prossimi lavori continui a sfornare brani freschi ed originali e non
si faccia trasportare nel calderone del progressive metal diventando uno
dei tanti.
Consigliato, da avere. |