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Dopo la dipartita di Belladonna, con cui gli Anthrax hanno visto un
periodo d’oro, il gruppo ci mette un po' per riprendersi e dopo aver
annoverato John Bush, che comunque segue gli standard di Belladonna, il
gruppo riparte nel 1993 con questo album.
L’album risulta cogliere maggiormente le influenze che stavano
contaminando il thrash del gruppo e perciò adesso vengono utilizzati
riff più lenti e semplici con un grande effetto in cui si possono
adattare benissimo le liriche veloci in alcuni casi quasi somiglianti al
rap.
Come al solito il gruppo alterna perfettamente pezzi allegri e
piacevolissimi a pezzi invece molto introspettivi e malinconici.
Per i pezzi allegri e veloci troviamo Room for one more e Hy pro glo in
cui si vede l’ironia e la satira che il gruppo fa nei confronti della
società, un po' rinunciando ai grandi assoli e alle parti strumentali,
facendo riferimento al cantante Bush e ai riff coinvolgenti di Ian.
La grande malinconia è invece espressa in pezzi quali Packaged rebellion
e Only, pezzi anche di maggiore durata e dal carattere molto incisivo
che al primo ascolto sanno fissarsi bene sull’ascoltatore.
Ancora abbiamo quasi per la prima volta in un album degli Anthrax una
ballata, stiamo parlando di Black lodge che sebbene una struttura molto
scarna e semplice è ben riuscita e rende completo questo lavoro.
Per gli amanti invece del thrash, anche se in questo album non c’è un
pezzo puramente thrash, abbiamo la fase finale con Burst e This is not
an exit che velocizzano un po' l’andamento dell’intero album, che
sebbene non rispetti completamente gli standard dei vecchi album
rimanere uno tra gli album migliori del gruppo e decisamente l’ultimo
della grande era degli Anthrax. |
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