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Gli Abysmal Grief si formano nel 1995
a Genova, il primo nome della band era Ahriman e suonavano black metal.
Progetto voluto da Regen Graves ma che fallì, un anno dopo venne
pubblicato un demo dal titolo "Into the void" con il monicker Abysmal
Grief, demo molto lontano musicalmente dal genere proposto ora dal
gruppo, infatti si trattava di un thrash metal in stile Metallica fine
anni ottanta.
Il gruppo ha sempre portato avanti un
discorso filosofico-esoterico basato soprattutto sul culto della morte,
inserendolo in un contesto musicale legato alla tradizione doom italiana
a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.
In un intervista Regen Graves ha detto
che: "...ogni nostro lavoro è da intendersi come una sorta di
resoconto delle nostre personali ricerche nell’ambito dell’Occulto, che
esponiamo traendo ispirazione anche dalla letteratura e dalla
cinematografia horror...".
Se vogliamo trovare paragoni con i
gruppi storici del genere potremmo collocare gli Abysmal Grief tra le
sonorità dei Jacula e di Paul Chain. Ma ciò sarebbe troppo riduttivo per
il gruppo e soprattutto sembrerebbe una coverizzazione di produzioni
precedenti, ma non è così, anzi tutt'altro.
Il gruppo ha messo insieme sette brani
che pur rifacendosi al quel periodo musicale riescono ad essere
originali, ma sopratutto vari e mai scontati, particolare da non poco
conto considerando che stiamo parlando di doom.
Originalità che deriva anche
dall'utilizzo di "intermezzi" o "opener" come la pioggia, le preghiere
in latino, tutti e due in "The necromass: always they answer", o il
delicato quasi evanescente suono delle tastiere che si fonde al basso e
alle chitarre distorte in "Cultus lugubris".
Preghiere o litanie che troviamo anche
in "Requies aeterna", questa volta come il titolo suggerisce è il
Requiem. Brano dove saremmo accompagnati anche da un funereo suono di
campane.
Un ottimo lavoro lo fanno le tastiere,
dando a tutto il lavoro quell'atmosfera di mistero e orrore, suono che a
volte può ricordare i Goblin dei primi tempi, ascoltatele su "Creatures
from the grave".
Grande importanza, in questo lavoro
omonimo, l'assume anche la voce di Regen Graves, profonda e evocativa,
vero trascinatore e narratore dei brani.
Unica pecca di questo lavoro è la
batteria elettronica che purtroppo in alcuni passaggi lascia sentire
troppo il suono "elettronico".
In conclusione ci troviamo di fronte
ad un ottimo prodotto di doom che tiene alto il nome dell'Italia in
questo genere, disco consigliato a tutti, anche a chi voglia avvicinarsi
per la prima volta al genere.
Oltre a "Abysmal Grief" troviamo come
bonus l'intero EP "Mors Eleison" pubblicato dal gruppo nel 2006, che
contiene, peraltro, una cover del brano di Paul Chain, "Occultism".
Una ragione in più per procurarvi
questo lavoro marcato Black Widow. |