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LABYRINTH + CHEOPE
01/02/2008
Stazione Birra - Roma
Lo "spessore", per chi fa Metal, è una caratteristica
che fa la differenza. Fa la differenza tra il l'amatore e il
professionista. Fa la differenza tra chi è ancora alla ricerca di un
suono distintivo e chi ha trovato una propria dimensione musicale.
Fa la differenza tra i Cheope e i Labyrinth, visti uno dopo l'altro il
primo di febbraio alla Stazione Birra.
D'altra parte, il Metal è un genere spietato, che fa una selvaggia
"selezione naturale" in questo senso. I Cheope hanno ancora sul collo le
zanne di quell'animale che si chiama "anonimato" e purtroppo i 3-4 brani
ascoltati fanno stringere il "morso".
Avranno anche vinto qualche contest nazionale e internazionale, ma la
verità è che in questo periodo di vacche magre, le loro sono vittorie
esemplari, la vittoria del Nu Metal in generale è esemplare di questo
momento, in cui ci vogliono far passare per evoluzione ciò che in verità
è un'involuzione.
Molto più corposa la proposta dei Labyrinth, in tour per promuovere il
loro ultimo album "6 Days To Nowhere". Un mix tra un Power Metal a
tratti velocissimo e ammiccante al passato e un Prog non tecnicissimo e
a volte fin troppo Nu Metal, ma arcigno e ben costruito.
La scaletta, cominciata con un nuovo pezzo ("Crossroads"), per la
felicità dei 200 presenti circa, ha toccato anche i brani del passato,
come "Livin' In A Maze" "Moonlight", "Slave to the Night", "Freeman",
"Lady Lost in Time", "Deserter" e "Out of Control".
Pur avendo stravolto la line-up più volte, il gruppo è rimasto compatto,
sfornando validi album e ora con Roberto Tiranti alla voce e al basso,
ha trovato una identità solida. Come la sua voce, acuta fino all'estremo
significato del termine "acuto".
La coppia di chitarre formata da Andrea Cantarelli e dal gigante Pier
Gonella ha imperversato creando duetti in velocità e assolo fulminanti.
Solo lavoro di ordinaria amministrazione per il muscoloso tastierista
Andrea De Paoli.
Infine, tre parole vanno spese per Mattia Stancioiu: ottimo batterista
power... tre parole, appunto, ma significative.
Insomma, serata piena di energia e, come al solito alla Stazione Birra,
di grande qualità sonora.

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