INFO

ARTISTA/BAND:

ARCANA COELESTIA

RISPONDE:  
INTERVISTA DEL: 21/06/2007
INTERVISTATORE: VikingBlood
SITO WEB: www.myspace.com/arcanacoelestia

INTERVISTA

Metal Zone ha il piacere di intervistare la black metal band “Arcana Coelestia”.
Salve volete presentarvi ai lettori della webzine?

MZ – Ti ringrazio per l’interesse al nostro progetto innanzitutto, abbiamo un piccolo spazio in rete: www.myspace.com/arcanacoelestia tutto ciò che potrei scrivere come presentazione lo si può trovare qui dunque chi è interessato a maggiori informazioni o volesse sentire gli mp3 dei brani lo può fare anche da questo sito oltre che scaricare i samples delle song da quello della ATMF.

E’ da poco uscito il vostro ultimo lavoro “Ubi secreta colunt”, volete parlarcene in dettaglio?
MZ – Si tratta di un disco a cavallo tra sonorità Black Metal e Funeral Doom senza rientrare palesemente in nessuno dei due generi elencati, credo che piuttosto che recensirmi da solo sia meglio suggerire a chi ne ha voglia di andare a sentire gli mp3 da internet, cosicché possa farsi subito un’idea (positiva o negativa che sia) del disco piuttosto che stare a leggere descrizioni che molto spesso lasciano il tempo che trovano.

Ho letto che è un concept album tratto dal libro “Inferno” di August Staindberg: come mai questa scelta? E in generale, quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazione nella stesura dei testi?
LS - Esatto, il concept é interamente basato sul libro "Inferno" di Strindberg. L' idea é stata di Marco e all'inizio ero un po’ scettico a riguardo: scrivere per me (sia che siano testi, poesie, racconti o quant'altro) rappresenta un momento di profonda introspezione, una sorta di catarsi attraverso la quale conoscere me stesso e il mio modo di relazionarmi con ciò che mi circonda nel quotidiano e non. Di conseguenza l' idea di creare testi basati sulla vita di uno scrittore e, nello specifico, su di un libro in particolare, all'inizio mi ha spiazzato. Ciò che ha reso possibile la stesura dei testi é stata senza alcun dubbio la forza intrinseca nelle parole di Strindberg. Nei testi sono due le chiavi di lettura: in primo luogo il lato oscuro ed arcano della sua vita, legato al mondo dell' alchimia e del maledettismo, nonché il rapporto intellettuale-spirituale che lo lega al suo mentore Emanuel Swedenborg e alla sua opera prima, l'Arcana Coelestia; vi è inoltre una chiave di lettura più umanista se vogliamo, ovvero l'intenzione da parte mia di trasporre in parole la condizione di smarrimento spirituale e sociale di Strindberg, una situazione questa che ho attraversato diverse volte nella mia vita.

“Ubi secreta colunt” e “Arcana Coelestia”: il titolo dell’album e il moniker sono piuttosto impegnativi, quali motivi hanno indirizzato le vostre scelte in tal senso?
LS - Arcana Coelestia, come dicevo prima, é l'opera letteraria che accompagna le tragiche e visionarie vicissitudini di Strindberg nel libro "inferno"; in essa egli trova conforto a tratti e ne trae disperazione in altri frangenti, una sorta di bilancia emozionale. Ubi Secreta Colunt, ovvero "Dove dimorano i segreti" rappresenta l'essenza della ricerca interiore, quel luogo ovviamente astratto e metafisico dove la conoscenza é pura ed incontaminata da influenze esterne al proprio Io, un luogo raggiungibile solo nella più completa solitudine, non fisica ma interiore. Strindberg inizia il suo cammino esattamente nell' istante in cui si isola dal mondo che lo circonda e, a parte una velata ma sincera nostalgia per i paesaggi della sua terra e il calore della famiglia, questo allontanarsi dal materiale lo avvicinerà sensibilmente alla completezza interiore.

Anche la cover è molto particolare: un Cristo alato su un trono con una croce dietro. Chi è l’autore e quale significato si cela dietro la sua realizzazione?
MZ – Non c’è nessun cristo in copertina, l’immagine è la rielaborazione di una fotografia scattata nel cimitero monumentale della nostra città ed è una statua raffigurante l’arcangelo. Abbiamo usato quest’immagine opportunamente modificata perché credo si adatti alla perfezione con le atmosfere decadenti descritte nel romanzo di August Strindberg, oltre che rappresentare per certi versi gli elementi di contrasto su cui abbiamo giocato per l’intero lavoro, ma preferisco non addentrarmi nei particolari che potrebbero esser colti solo dopo la lettura del libro e lasciare all’ipotetico ascoltatore le proprie osservazioni sulla base del binomio musica/immagini.

Come vi trovate a collaborare con la ATMF?
MZ – L’ ATMF è un ottima etichetta che guarda soprattutto alla qualità delle band che mette sotto contratto e ciò indubbiamente ci fa molto piacere, anche la politica della label rimane perfettamente in sintonia con il nostro modo di vedere la musica al di fuori dei trend e dai circoli adolescenziali.

Quando e perché avete deciso di suonare black metal?
LS - Nella nostra musica vi sono di certo influenze black metal, un genere che amiamo e che suoniamo da diverso tempo ma sono e rimangono solo influenze. Il sound di base è lento ed etereo, una sorta di ambient-doom o advantgarde- doom come qualcuno ha detto. Non sono interessato a dare una definizione alla nostra musica, troppe le variabili. Una cosa però e certa: Non suoniamo black metal.

E’ ancora difficile essere una band black metal in Italia?
MZ – Forse è più difficile rispondere a questa domanda poco specificata, dipende quali possono essere le difficoltà di una band black metal e se sono esterne o interne al movimento musicale stesso. Personalmente non ho idea di come il mondo esterno possa recepire le band black metal oggi, non è un mio pensiero all’ordine del giorno devo dire…comunque ormai è un genere che è stato sdoganato alla grande, non è più il genere pericoloso e sovversivo come si era abituati a immaginarlo anni fa, credo sia molto più diabolico il music business che non risparmia nessuno o la cultura del per forza dover appartenere a qualcosa pur di dire ci sono, pur di apparire in qualche forma. Ritengo che una certa audience si meriti appieno un certo tipo di prodotto confezionato su misura, ed è giusto che sia cosi perchè questo ci sia di aiuto per selezionare e distinguere.

C’è qualche black metal band italiana che ritenete competitiva a livello internazionale?
MZ – I Tronus Abyss sono avanti di 10 anni, Void of Silence anche se entrambi non sono inquadrabili nell’ambito black, ci sono ottime band sicuramente in Italia ma a volte manca quel tanto di personalità che permette ai gruppi di confrontarsi alla pari con altri di levatura internazionale senza risultare la solita minestrina riscaldata. Comunque non penso troppo alla scena italiana, non mi interessa addentrarmi nella competizione se non in quella con me stesso come unico punto di paragone, naturalmente sempre fino a quando quest’ ultimo avrà ancora ragione d’ esserci. Credo sia meglio che ciascuno faccia il giudice di se stesso piuttosto che continuamente preoccuparsi dello stato di salute della scena.

Che musica ascoltate nella vita di tutti i giorni e se c’è qualche gruppo che vi ha maggiormente impressionato?
LS - Perdona la mia banalità ma ascolto davvero di tutto: ultimamente sono i Vinterriket, Dornenreich, Tenhi e Die Verbannten Kinder Evas i gruppi stabilmente nel mio stereo, ma non posso tralasciare neanche i Rush, U2, Radiohead ecc...per quanto concerne invece il gruppo che da sempre è per me fonte inesauribile di ispirazione ti rispondo gli Ulver.
MZ – Ultimamente Puritas Virginium, Paysage d’Hiver, i brani d’organo di J.S. Bach continuo a sentirli periodicamente da 10 anni, Der Blutharsch, Gontyna Kry, Wood of Ypres, Nadja, Wraith Of The Ropes e poi altre band per cui sarebbe troppo lungo elencarle tutte. Se dovessi citare una singola band nell’ambito estremo direi Summoning per la loro costanza qualitativa nel corso degli anni ma è una scelta comunque difficile visto che sono tante le band seminali nei vari generi.

Progetti per il futuro? Accompagnerete l’uscita dell’album con un tour promozionale?
LS - Assolutamente no. La musica degli A.C. é un' esperienza da vivere nella solitudine della propria stanza, con luci soffuse e dell’alcool possibilmente, questa è la sua dimensione; portarla dal vivo sarebbe ridicolo. In futuro torneremo a dedicarci a questo progetto, é una speranza e volontà di entrambi, ma per ora sono troppi gli impegni musicali, lavorativi e di studio.

Ringraziandovi per la disponibilità lascio a voi la conclusione dell’intervista.
MZ – Grazie a voi per lo spazio concessoci.

 
     
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