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Metal Zone ha il piacere di intervistare la black
metal band “Arcana Coelestia”.
Salve volete presentarvi ai lettori della webzine?
MZ – Ti ringrazio per l’interesse al nostro progetto innanzitutto,
abbiamo un piccolo spazio in rete: www.myspace.com/arcanacoelestia tutto
ciò che potrei scrivere come presentazione lo si può trovare qui dunque
chi è interessato a maggiori informazioni o volesse sentire gli mp3 dei
brani lo può fare anche da questo sito oltre che scaricare i samples
delle song da quello della ATMF.
E’ da poco uscito il vostro ultimo lavoro “Ubi secreta colunt”,
volete parlarcene in dettaglio?
MZ – Si tratta di un disco a cavallo tra sonorità Black Metal e Funeral
Doom senza rientrare palesemente in nessuno dei due generi elencati,
credo che piuttosto che recensirmi da solo sia meglio suggerire a chi ne
ha voglia di andare a sentire gli mp3 da internet, cosicché possa farsi
subito un’idea (positiva o negativa che sia) del disco piuttosto che
stare a leggere descrizioni che molto spesso lasciano il tempo che
trovano.
Ho letto che è un concept album tratto dal libro “Inferno” di August
Staindberg: come mai questa scelta? E in generale, quali sono le vostre
maggiori fonti di ispirazione nella stesura dei testi?
LS - Esatto, il concept é interamente basato sul libro "Inferno" di
Strindberg. L' idea é stata di Marco e all'inizio ero un po’ scettico a
riguardo: scrivere per me (sia che siano testi, poesie, racconti o
quant'altro) rappresenta un momento di profonda introspezione, una sorta
di catarsi attraverso la quale conoscere me stesso e il mio modo di
relazionarmi con ciò che mi circonda nel quotidiano e non. Di
conseguenza l' idea di creare testi basati sulla vita di uno scrittore
e, nello specifico, su di un libro in particolare, all'inizio mi ha
spiazzato. Ciò che ha reso possibile la stesura dei testi é stata senza
alcun dubbio la forza intrinseca nelle parole di Strindberg. Nei testi
sono due le chiavi di lettura: in primo luogo il lato oscuro ed arcano
della sua vita, legato al mondo dell' alchimia e del maledettismo,
nonché il rapporto intellettuale-spirituale che lo lega al suo mentore
Emanuel Swedenborg e alla sua opera prima, l'Arcana Coelestia; vi è
inoltre una chiave di lettura più umanista se vogliamo, ovvero
l'intenzione da parte mia di trasporre in parole la condizione di
smarrimento spirituale e sociale di Strindberg, una situazione questa
che ho attraversato diverse volte nella mia vita.
“Ubi secreta colunt” e “Arcana Coelestia”: il titolo dell’album e il
moniker sono piuttosto impegnativi, quali motivi hanno indirizzato le
vostre scelte in tal senso?
LS - Arcana Coelestia, come dicevo prima, é l'opera letteraria che
accompagna le tragiche e visionarie vicissitudini di Strindberg nel
libro "inferno"; in essa egli trova conforto a tratti e ne trae
disperazione in altri frangenti, una sorta di bilancia emozionale. Ubi
Secreta Colunt, ovvero "Dove dimorano i segreti" rappresenta l'essenza
della ricerca interiore, quel luogo ovviamente astratto e metafisico
dove la conoscenza é pura ed incontaminata da influenze esterne al
proprio Io, un luogo raggiungibile solo nella più completa solitudine,
non fisica ma interiore. Strindberg inizia il suo cammino esattamente
nell' istante in cui si isola dal mondo che lo circonda e, a parte una
velata ma sincera nostalgia per i paesaggi della sua terra e il calore
della famiglia, questo allontanarsi dal materiale lo avvicinerà
sensibilmente alla completezza interiore.
Anche la cover è molto particolare: un Cristo alato su un trono con
una croce dietro. Chi è l’autore e quale significato si cela dietro la
sua realizzazione?
MZ – Non c’è nessun cristo in copertina, l’immagine è la rielaborazione
di una fotografia scattata nel cimitero monumentale della nostra città
ed è una statua raffigurante l’arcangelo. Abbiamo usato quest’immagine
opportunamente modificata perché credo si adatti alla perfezione con le
atmosfere decadenti descritte nel romanzo di August Strindberg, oltre
che rappresentare per certi versi gli elementi di contrasto su cui
abbiamo giocato per l’intero lavoro, ma preferisco non addentrarmi nei
particolari che potrebbero esser colti solo dopo la lettura del libro e
lasciare all’ipotetico ascoltatore le proprie osservazioni sulla base
del binomio musica/immagini.
Come vi trovate a collaborare con la ATMF?
MZ – L’ ATMF è un ottima etichetta che guarda soprattutto alla qualità
delle band che mette sotto contratto e ciò indubbiamente ci fa molto
piacere, anche la politica della label rimane perfettamente in sintonia
con il nostro modo di vedere la musica al di fuori dei trend e dai
circoli adolescenziali.
Quando e perché avete deciso di suonare black metal?
LS - Nella nostra musica vi sono di certo influenze black metal, un
genere che amiamo e che suoniamo da diverso tempo ma sono e rimangono
solo influenze. Il sound di base è lento ed etereo, una sorta di
ambient-doom o advantgarde- doom come qualcuno ha detto. Non sono
interessato a dare una definizione alla nostra musica, troppe le
variabili. Una cosa però e certa: Non suoniamo black metal.
E’ ancora difficile essere una band black metal in Italia?
MZ – Forse è più difficile rispondere a questa domanda poco specificata,
dipende quali possono essere le difficoltà di una band black metal e se
sono esterne o interne al movimento musicale stesso. Personalmente non
ho idea di come il mondo esterno possa recepire le band black metal
oggi, non è un mio pensiero all’ordine del giorno devo dire…comunque
ormai è un genere che è stato sdoganato alla grande, non è più il genere
pericoloso e sovversivo come si era abituati a immaginarlo anni fa,
credo sia molto più diabolico il music business che non risparmia
nessuno o la cultura del per forza dover appartenere a qualcosa pur di
dire ci sono, pur di apparire in qualche forma. Ritengo che una certa
audience si meriti appieno un certo tipo di prodotto confezionato su
misura, ed è giusto che sia cosi perchè questo ci sia di aiuto per
selezionare e distinguere.
C’è qualche black metal band italiana che ritenete competitiva a
livello internazionale?
MZ – I Tronus Abyss sono avanti di 10 anni, Void of Silence anche se
entrambi non sono inquadrabili nell’ambito black, ci sono ottime band
sicuramente in Italia ma a volte manca quel tanto di personalità che
permette ai gruppi di confrontarsi alla pari con altri di levatura
internazionale senza risultare la solita minestrina riscaldata. Comunque
non penso troppo alla scena italiana, non mi interessa addentrarmi nella
competizione se non in quella con me stesso come unico punto di
paragone, naturalmente sempre fino a quando quest’ ultimo avrà ancora
ragione d’ esserci. Credo sia meglio che ciascuno faccia il giudice di
se stesso piuttosto che continuamente preoccuparsi dello stato di salute
della scena.
Che musica ascoltate nella vita di tutti i giorni e se c’è qualche
gruppo che vi ha maggiormente impressionato?
LS - Perdona la mia banalità ma ascolto davvero di tutto: ultimamente
sono i Vinterriket, Dornenreich, Tenhi e Die Verbannten Kinder Evas i
gruppi stabilmente nel mio stereo, ma non posso tralasciare neanche i
Rush, U2, Radiohead ecc...per quanto concerne invece il gruppo che da
sempre è per me fonte inesauribile di ispirazione ti rispondo gli Ulver.
MZ – Ultimamente Puritas Virginium, Paysage d’Hiver, i brani d’organo di
J.S. Bach continuo a sentirli periodicamente da 10 anni, Der Blutharsch,
Gontyna Kry, Wood of Ypres, Nadja, Wraith Of The Ropes e poi altre band
per cui sarebbe troppo lungo elencarle tutte. Se dovessi citare una
singola band nell’ambito estremo direi Summoning per la loro costanza
qualitativa nel corso degli anni ma è una scelta comunque difficile
visto che sono tante le band seminali nei vari generi.
Progetti per il futuro? Accompagnerete l’uscita dell’album con un
tour promozionale?
LS - Assolutamente no. La musica degli A.C. é un' esperienza da vivere
nella solitudine della propria stanza, con luci soffuse e dell’alcool
possibilmente, questa è la sua dimensione; portarla dal vivo sarebbe
ridicolo. In futuro torneremo a dedicarci a questo progetto, é una
speranza e volontà di entrambi, ma per ora sono troppi gli impegni
musicali, lavorativi e di studio.
Ringraziandovi per la disponibilità lascio a voi
la conclusione dell’intervista.
MZ – Grazie a voi per lo spazio concessoci. |