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Salve volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone? Chi sono e come nascono i
Beansidhe?
Salve, i Beansidhe sono: Elia (batteria), Piter (chitarra), Reeks
(basso) e Phil (voce). Veniamo dalla Svizzera Italiana e facciamo una
specie di Death / Thrash Metal.
La band nasce nell’agosto del 1999 quando Elia e Piter si incontrano per
la prima volta. Una volta completata la lineup con l’arrivo di Reeks,
G.ni e infine Phil, nel 2003 abbiamo iniziato a fare concerti.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “Beansidhe’s Everlasting cry” dalla stampa
specializzata e dalle webzine?
Il nostro primo e finora ultimo demo-ep “Beansidhe’s Everlasting Cry” è
stato registrato e pubblicato tra il giugno e il luglio del 2004.
Contiene pezzi scritti a partire dal 2000 e si nota chiaramente
l’evoluzione della band, sia musicalmente che a livello di testi, tra le
canzoni più datate e quelle più recenti. È stato accolto positivamente
dalla maggioranza della critica internazionale, tanto che fin dal Sud
America abbiamo ricevuto ottime recensioni, anche se non sono mancate le
critiche, delle quali faremo tesoro quando si tratterà di produrre
qualcosa di nuovo. A più di un anno dall’uscita riceviamo tuttora
richieste di copie della demo per recensioni su varie e-zines.

A distanza di
qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa
che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?
Essendo la prima esperienza in studio per la band, non abbiamo voluto
strafare: abbiamo registrato il tutto in presa diretta e nell’arco di
pochissime ore. Il budget era quello che era! Chiaramente il suono è
grezzo, tipico del death metal anni 80, lontano anni luce dalle super
produzioni moderne, ma noi riteniamo che una demo debba mostrare le
capacità dei musicisti piuttosto che quelle dei tecnici del suono. Siamo
soddisfatti di com’è uscita, e chiaramente con il crescere
dell’esperienza siamo motivati a fare sempre meglio.
Ci raccontate la nascite di
un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e in
sala prove ci lavorate sopra?
Tipicamente partiamo con dei riffs di chitarra, sui quali lavoriamo in
sala prove per aggiungere la batteria e il basso. Di solito abbiamo
testi in abbondanza nel cassetto! Si tratta poi di adattare le linee
vocali alla musica, cercando di amalgamare il tutto il meglio possibile.

Che cosa vi
ispira maggiormente nella stesura dei vostri testi? La televisione, i
giornali o che cosa?
La maggior parte dei testi vengono scritti da Phil. Non seguiamo un
concept, ma cerchiamo di trarre buone idee guardando a tutto ciò che ci
colpisce maggiormente, sia esso un libro, una storia di cronaca, o dei
pensieri che ci passano per la testa. Spesso non siamo troppo espliciti
nei testi, così che l’interpretazione è lasciata all’ascoltatore.
Che musica ascoltate nella
vita di tutti i giorni e c’è qualche gruppo che vi ha maggiormente
influenzato?
Sempre stando nel calderone Metal, ognuno di noi viene da generi
abbastanza diversi. Non abbiamo una band a cui ci ispiriamo, sebbene
ascoltando ogni singolo componente dei Beansidhe si possono trovare
influenze provenienti da artisti diversi, di epoche diverse e di generi
diversi. Non ci chiudiamo dietro alle etichette, non ci siamo mai
imposti un genere da seguire, ed è proprio per questo che i nostro brani
sono così particolari.

Come
giudicate la scena musicale svizzera? E differenze con quella italiana,
se la conoscete?
Vivendo nel Canton Ticino, separato dal resto della Svizzera dalle
montagne, non prendiamo molto parte alla scena musicale d’oltre
Gottardo. Facciamo parte di un piccolo mondo a se stante: la scena
Ticinese, che negli ultimi anni sta dando vita a varie interessanti
realtà. Troviamo che la scena underground italiana sia molto ricca e
molto valida, da quello che abbiamo potuto vedere suonando all’ultimo
Pollution Fest di Torino, e da quelle poche bands che passano la dogana,
quando non siamo noi a passarla…
I Beansidhe e le case
discografiche: qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
Abbiamo ricevuto diverse risposte, purtroppo quasi tutte negative. Ci
sembra che le label ultimamente guardino molto alla produzione e al
packaging di una demo, senza fare troppa attenzione alla vera proposta
musicale. Qualche mese fa abbiamo dovuto rifiutare un’offerta da una
casa discografica francese, anche a causa di problemi nella lineup che
hanno portato alla dipartita di G.ni dalla band. Tenteremo ancora con la
prossima demo che uscirà – se tutto va bene – nella primavera del 2006.

I Beansidhe e
la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali
in mp3?
Di principio non siamo contrari alla tecnologia. Siamo favorevole al
download di files in formato MP3 fintanto che l’artista mantiene il
controllo su quello che succede. Con questo intendiamo dire che non c’è
niente di male a scaricare una canzone dal sito ufficiale di una band.
Ciò che non accettiamo è il commercio che sta dietro ai milioni di album
che ogni giorno vengono scaricati integralmente e gratuitamente dalla
rete.
I Beansidhe e i concerti:
trovate spazi per esibirvi dal vivo e come vi trovate nella dimensione
live?
Come spiegato in precedenza, la nostra è una piccola realtà dove le
possibilità di esibirsi dal vivo sono limitate. Quando possiamo
cerchiamo di uscire dai nostri confini e proporre la nostra musica a chi
ancora non ci conosce. La dimensione live per noi è di fondamentale
importanza: è solo su un palco che la vera attitudine di una band viene
fuori. Grazie alla nostra seppur misera esperienza acquisita in circa
due anni di presenza sui palchi, possiamo affermare di trovarci a nostro
agio durante i live shows. Ci rendiamo conto di fare buona presa
sull’audience anche se gli aspetti da migliorare sono ancora tanti.

Perché un
monicker come Beansidhe?
Il nome Beansidhe viene da una leggenda irlandese. Riassumendo il tutto,
si tratta di una fata che con le sue grida preannuncia la morte di una
persona. Come detto in precedenza, non seguiamo un concept, ma le
caratteristiche di questa figura ci hanno sempre affascinato.
Che cosa rappresenta la
copertina di “Everlasting cry”?
La copertina di “Beansidhes’s Everlasting Cry” rappresenta una scultura
di un artista svizzero. Non ha particolari legami con la nostra
proposta, ma la foto di questo teschio tra i rami di un albero ci ha
colpiti per l’atmosfera lugubre che evoca.

Progetti per
il futuro?
Al momento la nostra priorità è di trovare un sostituto a G.ni per
completare nuovamente la lineup. Stiamo scrivendo nuovi pezzi, molto più
violenti e d’impatto dei precedenti. A causa di un problema al braccio,
Piter non ha potuto suonare per tutta l’estate, e questo ha rallentato
il songwriting. Una volta di nuovo in marcia, ci concentreremo sulla
produzione della prossima demo e sull’attività live.
Siamo in conclusione
dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la
parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Siamo noi che ringraziamo te per la possibilità dataci di farci
conoscere dai lettori di Metal Zone! Continuate a supportare
l’underground e la musica vera! Per qualunque informazione su di noi,
visitate il nostro sito
www.beansidhe.ch ! Grazie e alla prossima!
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