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ARTIST: ASTARTE SYRIACA
   
WEB: www.astartesyriaca.com
EMAIL:  
DATA INTERVISTA: 30 aprile 2005
INTERVISTA A CURA DI: Gi.Bi.
RISPONDE ALL'INTERVISTA: Alessio e Andrea

INTERVISTA

Metal Zone ha l’onore di intervistare un gruppo giovane ma già autore di un eccellente Cd di progressive, gli Astarte Syriaca. Complimenti per la vostra prima fatica omonima, come è stato accolto dalla critica e dai vostri fans?
Alessio: dobbiamo proprio dire che l’accoglienza da parte di magazines, cartacei e non, radio e “fans” (per quanti possano essere, visto che siamo ancora agli inizi) è davvero lusinghiera! Tutti noi speriamo che le cose continuino così, naturalmente, e soprattutto, speriamo di essere in grado noi stessi di proporre musica di buona qualità anche in futuro, senza scadere, come purtroppo accade a molte band.

Come nasce un brano degli Astarte Syriaca, è un lavoro di gruppo o nasce da un progetto solista?Raccontateci un po’ la genesi di un vostro brano.
Alessio: come per ogni processo creativo non c’è una regola fissa ma in linea di massima le idee di base partono da me ed Andrea, anche se gli altri elementi forniscono spesso ottimi spunti che si rivelano molto funzionali. Si parte da una o più idee, siano esse musicali o concettuali, e da lì via via prende forma qualcosa che poi diventerà il prodotto finito (anche se non si esclude mai una possibilità di rielaborazione). In questo campo anche le “stecche” possono diventare una preziosa fonte di ispirazione!
Andrea: man mano che passa il tempo entriamo sempre più in simbiosi e questo ci permette di indirizzare le idee verso quelli che sono i nostri mezzi espressivi. Negli ultimi 2 brani composti, che non sono presenti nel cd, i riff ritmici sono si partiti da me ma quasi subito modificati insieme a Gabriele prima ed Alfonso poi, anche perché ognuno di noi ha una testa e questo ci consente di rileggere quanto scritto e rivedere dettagli e sfumature altrimenti invisibili componendo solo in due.

Che cosa vi ispira maggiormente nella stesura dei vostri testi, la vita quotidiana, i giornali, o altro?
Alessio: L’ispirazione ci viene data dagli argomenti più disparati, nei brani che abbiamo registrato è contenuta solo una minima parte del tipo di testi che abbiamo già scritto o che sono in via di sviluppo. Naturalmente testo e musica si ispirano a vicenda. Ad esempio un brano come “Northwind”, dopo l’apparente intro in stile “power”, cambia direzione musicale, idea dettata dal fatto che si parla di un vichingo (tema caro al “power metal”) che invece di combattere è vecchio e stanco e vuole tornare a casa, oppure in “Winged Horses”, nonostante tragga in inganno l’ambientazione fantasy del chorus, si parla di un uomo che vive in una difficile realtà e sogna di vivere con la persona amata in una sorta di paradiso popolato da creature fantastiche, pur sapendo che tutto ciò è impossibile e può solo sperare di trovare il giusto equilibrio tra gioia e dolore, e proprio per questo che la musica è così dura e amara. Inoltre, tanto per chiudere, “In Silence”, “Dreaming” e un altro brano ancora senza titolo formeranno un mini-concept tratto da un mio racconto in bilico tra fantascienza e horror.
Andrea: Per esempio Nevermore, che non trovate nel cd, è frutto di un mio incubo e delle mie letture di E.A. Poe autore che adoro.

A distanza di qualche mese dall’uscita di “Astarte Syriaca”, ne siete soddisfatti o qualcosa non è andato come volevate?
Alessio: per ora siamo molto soddisfatti, aspettiamo naturalmente di riuscire a conquistare radio ed etichette discografiche. Le recensioni, come dicevamo prima, sono state molto molto lusinghiere nei nostri confronti e qualche radio ci ha concesso un po’ di spazio, e così non possiamo che esserne felici!
Andrea: sono estremamente soddisfatto, qualcuno scrive di noi come del miglior gruppo prog ascoltato negli ultimi anni, abbiamo anche recensioni straniere, tutte estremamente lusinghiere. Che dire, speriamo che continui così e che i discografici si accorgano di noi

Come sono stati i rapporti con le case discografiche e i produttori, riuscite a trovare qualcuno che quantomeno che vi ascolti, o solo porte chiuse, escludendo la vostra collaborazione con la Kick Agency?
Andrea: fin’ora abbiamo avuto solo risposte molto vaghe, secondo me dobbiamo calcare la scena ancora un po’ farci sentire, in fondo è da ottobre che la Kick Agency ci sta promuovendo, è ancora un po’ presto

Come siete arrivati alla Kick Agency e come vi trovate a lavorare con loro?
Andrea: il rapporto con Enrico e Giannone & co. è ottimo, sono ragazzi in gamba che non tardano a mostrarti risultati e il concerto del 13 all’Alpheus insieme a Moonlight Comedy e The Fifth Season ne è una prova concreta.

Avete difficoltà ad esibirvi dal vivo, in pratica trovate locali o festival disposti ad ospitarvi? E come reagisce il pubblico, soprattutto chi non vi conosce?
Alessio: la difficoltà c’è, purtroppo. Al di là del discorso Astarte Syriaca il problema è a monte: sono pochissimi gli spazi dedicati non solo al nostro genere (o pseudo-genere) ma anche a musica di qualità che dica qualcosa di nuovo. Le cover-band sembra che vadano per la maggiore, i gruppi o gli artisti che emergono davvero sono quasi esclusivamente votati al successo “facile”, intendendo con questo un tipo di approccio più orientato a contentare il grande pubblico che a fare buona musica. Intendiamoci, fortunatamente c’è chi riesce a trovare un equilibrio fra le due cose, riuscendo a sfondare, noi Astarte Syriaca vorremmo essere in grado di raggiungere questo equilibrio. Comunque il problema non è il pubblico (ho le prove! Al pubblico piace la buona musica!) ma chi maneggia il mercato, convinto che la gente sia una massa di stupidi… ma se non si divulga la musica, quella buona, come può la gente ascoltarla e apprezzarla? Di solito le persone ascoltano la musica per passatempo ascoltando quello che capita, perché allora non dar loro un buon passatempo?
Andrea: il pubblico reagisce benissimo, il problema è che i locali puntano tutto sulla discoteca e suonare nei weekend è diventato impossibile. In mezzo alla settimana non è facile richiamare un gran pubblico.

Che rapporto avete con la tecnologia e come vi ponete nei confronti del file sharing, favorevoli o contrari?
Alessio: favorevole! Credo che dia la possibilità al mercato di funzionare a dovere, fornendo agli utenti la possibilità di scegliere consapevolmente tra l’oceano di materiale che circola. Ovviamente però ci dovrebbero essere dei controlli che permettano l’acquisizione di files che non blocchino il mercato, basterebbe per esempio fornire anteprime incomplete, a bassa qualità o complete a pagamento (conveniente!) di ciò che si vuole comprare. Detto tra noi secondo me così ci sarebbe più mercato e i prezzi si abbasserebbero, ma non sono un vero stratega del mercato, le mie sono solo supposizioni!
Andrea: sono favorevole ma ci vogliono delle regole. Il pubblico ha il diritto di ascoltare prima di acquistare ma non può essere in grado di scaricarsi un cd completo senza che all’artista entri un centesimo. In fondo il nostro lavoro dovrebbe essere quello di produrre dischi ed esibirci live no?

Cosa vi ha spinto ad intraprendere la strada del progressive?
Alessio: è uno dei vari generi musicali che permette di unire ricerca e tradizione, complessità ed orecchiabilità, gusto e tecnica. Non manca anche una certa disposizione caratteriale, non lo nego!
Andrea: gli Astante Syriaca sono un po’ folli ma disciplinati e quando la follia è disciplinata devi poterla sfogare in un genere che non sia un genere inquadrato ma qualcosa di trasversale, di eclettico

Voi state insieme solo dal 2003 e gia ci avete regalato un piccolo gioiello di progressive, considerando che siete un gruppo musicalmente giovane che ci dobbiamo aspettare dal futuro e dove vogliono arrivare gli Astarte Syriaca?
Alessio: vorremmo incidere dischi, magari venderli, raggiungere una maturità compositiva e uno stile tutto nostro e perché no, anche riuscire a dire qualcosa di nuovo..
Andrea: veramente questa formazione è in piedi da febbraio 2004 e Alfonso (bassista) è con noi solo da novembre del 2004, insomma siamo giovani giovani ma abbiamo tanta voglia di crescere

Che gruppi ascoltate nella vita di tutti i giorni e c’è qualcuno di questi che vi ha maggiormente influenzato?
Alessio: come diciamo sempre, le influenze sono molteplici e disparate, a livello di composizione non ci poniamo nessun limite se non quello di raggiungere il suddetto equilibrio, a livello di arrangiamento le band di riferimento sono le principali band della scena prog. Spesso ci hanno avvicinato a gruppi come Dream Theater e Symphony X… è vero, il “vestito” è quello, ma la “persona” che c’è dentro è un’altra.
Andrea: E’ vero concordo con Ale quando compongo un assolo difficilmente penso metal, di solito adotto più una mentalità fusion o classica, a volte anche pop. L’espressione live è sicuramente metal ma l’approccio è un mix della nostra cultura musicale, da Frank Zappa ad Albinoni insomma!

Come considerate la scena musicale underground italiana, c’è qualche gruppo che vi ha impressionato favorevolmente?
Andrea: The Fifth Season e Moonlight Comedy con i quali ci siamo recentemente esibiti a Roma, i Daedalus di Genova, i Dynamic Lights e i Damage Done (ciao Fabio!!!). Ce ne sono tanti altri

Come è stato scelto il vostro monicker e perché?
Alessio: E’ il nome di uno splendido quadro di Dante Gabriel Rossetti, un pittore preraffaellita, che rappresenta le quattro ossessioni del pittore: Amore, Leggenda, Religione ed Arte. Oltre quindi a trovare intrigante il nome di per sé, abbiamo trovato che le ossessioni di cui parlavo prima fossero molto vicine a quelle che ognuno di noi ha e penso che oltretutto siano comuni a molte persone.

Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità, lascio a voi la conclusione dell’intervista. Siete liberi di dire quello che volete.
Alessio: Ciao a tutti e cerchiamo di essere sempre liberi di dire quello che vogliamo dire.
Andrea: Io dico sempre: ”Ascoltate con il cuore e trovate le note anche nel silenzio di uno strumento”.

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